Josè Dirceu
fonte Hellastory
Il Campionato del Mondo per Nazioni disputato in Spagna, e la riapertura delle frontiere, portarono in Italia molti stranieri. Alcuni facero solo numero, altri hanno lasciato ricordi indelebili, sia a livello calcistico che umano. Uno di questi è stato senza dubbio Josè Dirceu.
Josè Dirceu
fonte Wikipedia
Josè nasce in Brasile nel 1952, il 15 giugno, nella città di Curitiba. Dovunque abbia giocato è stato sempre apprezzato, ma una delle sue caratteristiche è sempre stata quella di non rimanere troppo a lungo nelle società di militanza. Per questo motivo fù anche soprannominato "lo zingaro del calcio". Già prima di giungere in Italia, quando già aveva 30 anni, aveva militato nel Coritiba, Botafogo, Fluminense, Vasco da Gama in Brasile; nell'America in Messico; ed infine nell'Atletico di Madrid. Come dicevamo Dirceu giunge in Italia ingaggiato dell'Hellas Verona nel campionato 1982/83.
Era un giocatore già molto conosciuto, da ricordare il gol realizzato contro l'Italia nella finale per il terzo posto ai danni di Dino Zoff e che regalò alla Nazionale verde-oro la vittoria, e per certi versi atipico. Dotato di tecnica e visione di gioco, non amava molto il dribling, non era un innamorato del pallone prediligendo il gioco di prima. Altro punto di forza era il lancio lungo, preciso e smarcante, ma la vera arma segreta (per modo di dire) di Dirceu erano i calci piazzati, potenti e ad effetto, lui stesso le definiva un "giro di samba".
La stagione veronese fù molto positiva e proprio per questo diverse società misero gli occhi sul giocatore. La spuntò il Napoli, società in piena ascesa. Anche al cospetto del Vesuvio rimarrà una sola stagione (1983/1984) per far posto al più blasonato Diego Armando Maradona.
Prima di far ritorno in Brasile, Dirceu militerà ancora in Ascoli, Como ed Avellino, sempre e solo per una stagione. Non smentendosi rimarrà in Brasile (Vasco da Gama) solo un anno, altro anno negli States al Miami, poi ancora una stagione nel campionato Brasiliano (Bangu nel 1989/90).
A questo punto Josè ritorna in Italia per accasarsi in una squadra che militava nel campionato dell'allora Serie D, l'Ebolitana. Nella sua permanenza ad Eboli Dirceu farà ovviamente la differenza essendo giocatore di categoria superiore ed è qui che forse veramente si sentirà a "casa". Una breve parentesi nel Benevento sarà da prologo alle ultime due stagioni calcistiche, prima in Turchia (Ankaragucu) e poi in Messico (Venados Yucatan).
Il 1995 segnerà, a soli 43 anni, la prematura scomparsa di Josè Dirceu, morto in un incidente stradale a Rio de Janeiro, metre era in auto insieme ad un suo grande amico italiano dai tempi di Eboli, il giocatore Pasquale Sazio, giocatore che Dirceu stava sponsorizzando nella sua nazione natale. Come dicevamo, Josè si era accasato ad Eboli pur continuando il suo girovagare per il mondo e proprio la cittadina campana, dopo la sua scomparsa, ha voluto dedicare il nuovo stadio al giocatore che tanto ha amato.
Josè Dirceu ha giocato anche 44 partite, segnando 7 reti, nella Nazionale Brasiliana, partecipando a tre mondiali (1974, 1978 e 1982). Il suo girovagare forse ha impedito a questo straordinario giocatore di dimostrare fino in fondo il proprio valore, ma lui amava fare così e probabilmente è stato anche soddisfatto di una carriera che lo ha portato a conoscere tantissime persone e a fare straordinarie esperienze. Dirceu era un campione anche fuori dal campo, sempre disponibile a qualsiasi iniziativa, specialmente nei confronti dei bambini. Una tragica fatalità ci ha privato del piacere di poter ascoltare ancora i suoi racconti ed i commenti alle sue prodezze.