
Claudio Daniel Borghi
Claudio Daniel Borghi inizia la sua carriera da centrocampista offensivo giocando per l'Argentino Juniors all'inizio degli anni 80. La sua sembrava essere una carriera destinata ai più rosei successi. La stessa Nazionale Argentina riponeva in lui molte speranze, fu convocato nel 1986 per partecipare al Mondiale Messicano, ma fu una delusione. Fu la sua ultima occasione con la Seleccìon.
La stagione 1985 era conclusa, mancava solo l'ultimo importantissimo trofeo: la Coppa Intercontinentale.
Come consuetudine la partita si svolge nell'estremo oriente, a Tokyo. Di fronte Juventus e Argentinos Juniors. La partita termina 2 a 2 al termine dei tempi regolamentari. Si fanno necessari i rigori per determinare la vincente e questa diabolica lotteria consegna la Coppa ai bianconeri. Uno dei migliori (forse il migliore in assoluto) giocatori di quel match fu: Claudio Daniel Borghi.
Claudio Daniel Borghi
Fu il suo più grande spot e non poteva sperare in meglio: Silvio Berlusconi da quella partita in po iniziò a tenerlo sotto osservazione. Finalmente giunge il tanto atteso ingaggio per la stagione 1987/88. Borghi effettua la preparazione con i rossoneri e partecipa (vincendo) al "Mundialito per Club". Ma al momento di partire con la stagione 1987/88 Arrigo Sacchi fa quella che presumibilmente era una scelta obbligatoria: si tiene Van Basten e Gullit e manda a Como il giovane Borghi.
L'anno di Como sarà una sorta di medioevo calcistico per Borghi: alla fine avrà collezionato solamente 7 presenze e nessun gol. Aldo Agroppi, alla guida tecnica del Come in quella stagione, preferirà quasi sempre all'argentino il più nostrano e più affidabile Notaristefano.
Borghi probabilmente non aveva ancora finito di festeggiare il suo addio al Como che arriva "la mazzata" definitiva: l'accendiamo ?!?
Le regole erano cambiare non più due ma ben tre giocatori stranieri per squadra, Borghi è quasi sicuro del posto da titolare, dalla sua c'è addirittura il patron Berlusconi. Ma Sacchi preferisce puntare sul terzo olandese: Frank Rijkaard. Così si conclude la poco gloriosa avventura italiana di Claudio Daniel Borghi. Nel 1988 quindi tornò in Argentina, dopo essere stao in procinto di passare alla squadra Svizzera del Neuchatel andando a giocare per River Plate e Flamengo, ma ancora una volta Borghi non riuscì ad esprimersi al meglio.
La sua seconda primavera si presentò quando decise di trasferirsi in Cile per giocare nel Colo-Colo. Qui finalmente Borghi tornò ad essere un giocatore importante e potè aggiudicarsi diverse competizioni continentali di discreto livello. Dopo aver militato in alcune squadre minori Borghi nel 1998 decise di appendere le scarpe al chiodo e di dedicarsi alla carriera di allenatore.
Inizia nel 2002 presso una società chiamata "Audax Italiano" squadra con origini chiaramente italiane di Santiago del Cile. Dal 2006 al 2008 si trasferisce ad allenare il Colo-Colo vincendo sia il campionato di apertura che quello di clausura e venendo nominato "Allenatore dell'Anno 2006". Dal 2008 è allenatore della squadra Argentina dell'Indipendiente.
Daniel Claudio Borghi oggi
Claudio Daniel Borghi ha finalmente trovato la sua giusta dimensione, da allenatore, per adesso, è riuscito a trovare una buona continuità e probabilmente un pizzico di fortuna in più di quanta non avuta da calciatore.